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Italiano in poesia: “Dopo la pioggia” di Rodari

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L’Italiano in poesia è uno dei modi più interessanti e coinvolgenti per esercitarti e imparare l’italiano è attraverso l’arte, la poesia e la letteratura italiana. Segui la nostra rubrica del blog per continuare a

Gianni Rodari in questa poesia paragona la bellezza dell’arcobaleno alla pace, mentre il temporale alla guerra.

Italiano in poesia: "Dopo la pioggia" di Rodari

Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.
È come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.

È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

Uno dei modi più interessanti e coinvolgenti per esercitarti e imparare l’italianoin poesia, attraverso l’arte e la letteratura! Gianni Rodari in questa poesia “Dopo la pioggia” paragona la bellezza dell’arcobaleno alla pace, mentre il temporale alla guerra.

Sarebbe bello se ci fosse sempre l’arcobaleno senza il temporale, ovvero, la pace senza la guerra.

Sereno in questo caso indica il bel tempo. Quando c’è il sole e c’è bel tempo, diciamo: “il tempo è sereno!”. Dopo la pioggia viene il sereno, viene il sole, il bel tempo.

Sicuramente conosci già il significato di arcobaleno. L’arcobaleno brilla in cielo: splende con la sua luce e la sua luminosità.

La pace viene, quindi, assimilata ad un arcobaleno, che infonde gioia e meraviglia nei cuori di chi lo guarda. La sua bellezza ci stupisce e ci regala serenità.

L’arcobaleno è come un ponte inbandierato:l’arcobaleno ha tanti colori e, quindi, è come un ponte su cui ci sono tante bandiere. Ovviamente è una metafora: le bandiere indicano tutti i colori dell’arcobaleno.

L’arcobaleno, cioè la pace, si vede però solo dopo il temporale, solo dopo la guerra:in fondo, se ci pensi bene, la pace e la guerra non sono che questo: da quando esiste l’uomo, c’è la guerra e, di conseguenza, la pace.

L’autore, poi, ci chiede: “Non sarebbe più interessante e conveniente non farlo per niente il temporale?”

Sarebbe bello, se la nostra risposta fosse positiva! Avere solo l’arcobaleno (la pace) con tutti i suoi colori bellissimi, ma senza il temporale (guerra).